13a poesia classificata di Anna Veggi - Castelfranco di Sopra (Ar)

BOLOGNA, LA MIA STRANIERA

 

          

Era una città
dove si poteva perdere
un po’ se stessi.
L’ ho capito toccando l’ aria,
stringendo nelle mani
la mia paura.

Volevo amare quelle strade,
quel vento
quella stazione.
Mi ha detto no
guardandomi arrivare.

Fredda e distante
mi ha lasciato a guardarla.
Avvolta in uno scialle buio
e pieno di nebbia
si è tenuta per sé i suoi segreti
e la tua tenerezza.

In mezzo alle statue
tremanti di neve
nelle piazze da antico carnevale,
ero io.
un attimo straniero.
una pausa da dimenticare.

Con i brividi sulla pelle
e nel cuore
L’ ho lasciata insieme a te.
Abbracciata alla mia parte d’ amore
mi ha offerto un biglietto
d’andata
senza ritorno e senza rancore.

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