12a poesia classificata di 
Cerciello Lorenzo – Marigliano (Na)

“Nessuno” č il mio nome


E' quasi l'alba, Itaca dorme ancora.
Dai porticati aperti sul sussurro
mutevole del mare,
entra con l'alitare della brezza,
un profumo di resina che scioglie
quell'acre afrore d'agonia e di sangue
con cui i Proci insozzarono le bianche
stanze della mia reggia.
Ed ora ebbro di strage,
riposo inerte accanto a questo corpo
sconosciuto di donna
cui mi legò un tempo un breve sodalizio
d'irrisolta passione
e alla quale fui strappato innanzi tempo
dal richiamo di Elena.

Verso i lidi di Troia
salpammo per amore, non per sete
di gloria o di bottino
e in un decennio atroce
dissipammo nell' urlo
della carne ferita e delle stragi
una feroce e breve giovinezza.
Poi, temprato nel corpo
ma con l'animo e il cuore devastati,
m'affidai stanco al vento del ritorno
felice ogni qual volta il desiderio
di una giovane ninfa o il maleficio
di qualche nume irato e le tempeste
furibonde del mare o la perversa
lussuria di una maga .
ritardavano l'ora dell'arrivo
Ed, al fine, son giunto
Com'era nel disegno degli Dei.
Ma della sposa casta,
sognata al gelo delle lunghe notti
di guardia o intravista nei miraggi
fugaci delle nuvole al mattino,
nulla più mi rimane. Ho ritrovato
un'anima straniera
con, al fondo degli occhi, un' incupita
voglia d'attesa
che ancor s'ostina a tessere e a disfare
la tela per l'Ulisse che verrà. Da quest'arida terra nella quale
nulla più mi trattiene oltre una vaga,
desolata memoria d'innocenza,
ripartirò domani Con la bianca
vela spiegata al vento d'occidente,
lieto risolcherò le amare rotte
che seppero le imprese di Nessuno.
Dalle rocce dei Capri
riascolterò, tremante, le lusinghe
false delle Sirene e sulle labbra
acerbe di Nausica
coglierò la dolcezza di un sorriso
breve come uno spasmo dei sensi.
E quando in lontananza,
tra le brume del grande padre Oceano,
appariranno le Colonne d'Ercole
del mio breve sognare,
sarà ancora Penelope la bella
a suggellarmi gli occhi con un bacio.

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