11a
poesia classificata di Claudio Alvigini - Roma
Le donne che camminano
sul mare
Ho visto donne
camminare sopra il mare.
Il mare aperto dico,
quello che al tramonto
osserviamo sicuri dalla riva.
Di questo sono stato
smarrito spettatore.
Nessuno infatti
mi aveva ancora raccontato
della grande marea.
Quel velo trasparente come un vetro,
quello strascico
lunghissimo e leggero che il mare,
come una sposa
che all'improvviso fugge dall'altare,
si lasciava alle spalle
strappandosi all'abbraccio della riva
con un dietro front
talmente esagerato
che mai avresti creduto
che poi
sarebbe davvero ritornato
.
A testimonianza
di quell'inaspettata
e clamorosa fuga,
lo scintillio schiumoso
di tutta quella seta ricamata
adesso in ogni dove srotolata.
Su di essa avanzava leggera
la lunga colorata fila nera
delle marinare contadine.
Due centimetri sotto i loro piedi,
che sonavano per ogni catenina,
l'invisibile sostegno
della grande barriera corallina.
E pesci
intrappolati nelle buche
grossi granchi
piccoli polpi e conchiglie
erano le piantine
che le mondine
di quel sud del mondo
si chinavano a raccogliere cantando
dentro le fresche risaie d'alto mare
che si utilizzano la sera
per tirar su un po' di cena
a Zanzibar.
Ritorna
alla graduatoria