8a poesia classificata di
Rodolfo Vettorello – Milano

LA STRADA STERRATA

 

Drammatico il cielo di marzo
se piove.
Il vento furioso
che spinge le nuvole in cielo
ne forma dei cumuli strani
giù in fondo.
Dei mucchi che paiono colli,
montagne o castelli,
talvolta dirupi scoscesi,
talaltra creature perverse,
dei mostri.
Ma é solo paura di un bimbo
che guarda affacciato
da dietro a una trina scostata.
La mamma che arriva,
se arriva, compare
da dietro quei tigli
all'ultima curva,
là dove la strada sterrata
si stacca
dal nastro d'asfalto e traversa
la linea ferrata.
La mamma che arriva,
se arriva,
avrà nel cestino un regalo.
La sua bicicletta non torna mai vuota.
Ma quello che conta
é che torni la mamma...
se torna.
Lei sola sa accendere il fuoco,
curare la fiamma
e aggiungere legna se occorre.
Lei sola sa dove si tiene
il petrolio del lume.
E' lei che sa dire preghiere
e bruciare
il ramo d'ulivo
al primo rimbombo di tuono.
E sa medicare ferite,
scacciare paure
e fare la cena al suo arrivo,
se arriva.
Si passa la vita a guardare
da dietro a una tenda scostata
qualcuno che faccia del mondo
la scena di un dramma
risolto.
Si aspetta da sempre
che torni una mamma.
Che dietro la curva riappaia
chi possa sventare
timori ed inganni
La trina sui vetri nasconde,
pietosa,
il nostro tormento finale.
Nessuno che arrivi
da dietro la curva
d'un'altra diversa od uguale,
tristissima,
strada sterrata.


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