5a poesia classificata di
di Eliana Olivotto – Belluno

Nostra memoria (Cic)
Sapevano...


Perfino le stelle sapevano
che Viola amava danzare. . .
Viola che rideva,
Viola che in punta di piedi
aveva movenze fatate
con le sue scarpine di pezza
ricamate dalla nonna.
Viola danzò scalza quella notte
il suo volo alla Chagall
in vortici d'acqua e vento
finché, bambola rotta fu gettata
fra la ramaglia nera.
Senza applausi.
Abbandonata.
E il suo piccolo viso era di terra.

Eppure, perfino le stelle sapevano...
Ma nessuno dei potenti parlò.

Le montagne accovacciate intorno,
dinosauri pietrificati dai millenni,
osservano in silenzio.
Il tempo non esiste in questo deserto
di pietre infinite.
Anche il cielo è una pietra tombale.

Camminano le ombre dei morti
in punta di piedi
in mezzo ai vivi
per chiedere giustizia.
Ma anche la giustizia sta
come gli altri morti
in una bara di legno.
Il coperchio inchiodato.

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