3a poesia classificata
di Sergio Balestra – S. Orsola Terme (TN)

CANZONE DELLA MAESTRA SOLA


Fu come l'esplosione di una bomba
che scoppia sorda in guerra,
poi persino il cielo rovinò per terra.
Era il trentun ottobre a San Giuliano,
vigilia di una festa,
restarono ombre solo in quella scuola
di uno stuolo di bimbi e una maestra.

Da sola lei approdò oltre la sponda,
da sola a traghettare
volti atterriti, dai sorrisi spenti.
Ventisette ne contò
di quegli sguardi assenti,
ventisette più ventisette mani
e altrettanti piedini,
nella terrificante baraonda.

Alcuni grandicelli,
alcuni ancor piccini.
Di nuovo li contò, e prese in braccio
quella biondina triste, che piangeva…
non le era parsa mai così leggera.
Li mise in fila, allora,
la mano nella mano,
come s'impara a scuola.

E mentre al sole alacri si scavava
piangendo, e si imprecava
contro chi aveva sgretolato il mondo,
per loro ormai calata era la sera…
Lei, la maestra sola,
ai bimbi diede un bacio lieve in fronte
e fuori li portò dallo sfacelo,
assieme, in fila indiana, in girotondo.

Poi, presero un sentiero dietro il monte
che, tra le stelle, conduceva in Cielo.


Ritorna alla graduatoria