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8a
poesia classificata di HO
i rosi con le spine; ho un gatto nero chic che fa il gangster nella notte: ho una madre scrupolosa, minuziosa, puntigliosa, l’acqua dura di calcare che pulisco sempre io. E la casa da imbiancare come ho fatto quest’inverno: “Non va bene!” eggiù l’inferno, non un grazie né una mano. Con le nocche scorticate, sullo scheletro d’un noce con il vetro trasparente, ho creato una magia; pregavo nevicasse a mezza voce...
Ma l’orto dona frutti, i rosi grazia pura; la sera la sozzura scorre via col canto luccicante della doccia, poi l’acqua di colonia, il pigiama di bucato e il gatto accoccolato sopra il letto. La libertà d’avere un’idea mia, pagando tutti i giorni l’alto prezzo di non essere la copia di nessuno; che importa? chi può dire se non valgo che una cicca? Ho un padre che m’aiuta nelle spese, un libro da sfogliare, versi a decantare, l’albero a Natale come quello che ho fatto quest’inverno, senza plastica né ganci verdolini: un ramo che rammenta braccia ascese, un inno alla fede o alla pazienza? Sulle nocche ho spalmato un po’ di crema e intanto lentamente è scesa neve.
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