Dietro le ante accostate
il tempo indugia
tra le palpebre di un vecchio,
scivolando lento nei gesti delle donne
intente all’ acquaio.
Lieve alfine si dilegua
in un refolo d’ aria che muove le tende
recando un breve ristoro.
Fuori le galline cantano a lungo l’ uovo
con chioccia soddisfazione
e il cane ansima il soffoco
coricato
su un ritaglio
d’ ombra.
Qualcuno ciabatta in cortile
verso i panni ubriachi di sole:
sanno di campagna buttati là
in una bracciata
nell’ angolo dell’ ottomana
stesa
sotto il ticchettio tarlato del pendolo.
Caparbio un moscone corteggia
quel poco di cena
d’ avanzo del pranzo
che si fredda sotto un tovagliolo.
Tra lunghi sospiri ed un breve russare
si dipanano le ore assieme alle matasse:
sfuoca l’ ora bassa
quieta su le crocchie bianche
chine a rammendare
con le calze
i ricordi.