8a poesia classificata di
Francesco Sassetto -
Venezia

PONTE DOPO PONTE

Vorrei che un passante solitario
in una sera abbandonata e scura,
quando ritornando, la testa frastornata
di risa e di parole più non penso,
recasse con sè, dono tanto atteso,
la notizia della mia ventura,
mi svelasse che non sei tu,
mia ombra, il mio solo senso.

E non fosse cifra oscura,
formula o teorema quel messaggio,
ma si leggesse chiara
come fede da seguire la certezza
che essere soli non è nostra condanna,
che non siamo fantasmi di passaggio.

La luna s'offusca tra le nubi
nell'aria che s'annera, mentre sciaborda
ancora sulle rive monotono il frangente,
unica voce, questa,
alla mia muta preghiera, cantilena
antica ai viaggiatori della terra
soliti andare,
ponte dopo ponte,
senza sperare, senza sapere niente.

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