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4a
poesia classificata di Egizia Malatesta – Massa
Campo Cecina 19 Febbraio 1945 Fischia forte stasera l’anima del vento sul crinale, è freddo...e non sento più le dita chiuse intorno alla canna del fucile: solo questo, figliolo, solo quest’arma e il vento mi fanno compagnia e il buio è così fitto che non so più se ho gli occhi aperti o chiusi. ........................ Ho sentito un fruscio (come un passo furtivo) dietro me: con cuore che impazzisce dentro il petto tendo l’orecchio e il fiato mi si annoda nella gola. ........................ Dei nervi tesi in lama di coltello che mi fanno pronto a sparare a un altro uomo, pronto a strappargli la vita prima che lui lo faccia al posto mio... non voglio dirti: è crudele figlio, questa guerra, questa follia che non ci appartiene, crudele e disperata quando appende il tuo sorriso, il profumo di grano di tua madre distesa accanto a me tra le lenzuola, il latte caldo che fuma nella tazza, la nostra casa e l’aia che sa di biancospino al sussulto feroce del fucile. ........................ Scorrono uno dopo l’altro interminabili attimi di silenzio e gocce di sudore, un gomitolo freddo di paura mi si srotola dentro: troppo silenzio e troppo buio intorno... ........................ A chi la notte ruberà il futuro, a chi non sarà dato di cogliere quella luce di perla che anticipa ogni nuovo mattino, a chi resterà sulle labbra gelate quel “perché” senza voce... non so dirti, figliolo, non so neanche se ho gliocchi aperti o chiusi e tremo. |