9a poesia classificata di 
Gianni Rescigno – Castellabate (Sa)

Preghiera d’un soggetto affetto da AIDS            

Sono un uomo
che cammina a mani alzate.
Da cieli spenti
cadono atterriti i miei giorni:
tarlo sconosciuto vi ha consumato il sole.
Ha nome nuovo
amaro la morte che mi accompagna.
E sono l’uomo senza mare
senza terra
senza grovigli di futuro a cui affidare
l’ambizione della vita.
E non mi consente tregua la facile caduta
che lenta, inesorabile
allarga nelle cellule il cerchio della fine.
Sono frutto marcio
appeso all’albero della tua clemenza
o Cristo d’Emmaus.
Per le mie labbra arse, ti prego,
fatti samaritano.
Resta accanto alla mia sera.
Fatti sorso di speranza per un pane
che forse non merito di dividere
al tavolo della tua cena
quando sui chiodi della mia pena
calerà per sempre la quiete.

                  

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