7a poesia classificata di
Lucia Giovannelli – Bertagna (Parma)

TU,TU ERI UN PROGETTO...


Sola nella notte. E silenzio. Tutta la città è in silenzio.
Galassie di parole, mollicce amebe fatue, si snullan
verso il cielo.
Non le tue, maschio.
Basta,m'hai rotto,me ne vado.
E lo zippo del borsone,il tonfo della porta, i passi sulle scale
ancora scuoian l'aria.
Dai, mente, aspira gli echi rimasti,
insuffla nuove certezze, come "domani rientro e non trovo bucce sparse,
caffè traboccato, asciugamani zuppi sul pavimento del bagno ,
ritrovo i trenta euro trenta lasciati nel cassetto....."
Domani...diamine, non ci riesco!
La mente si fa moviola...vertiginosamente indietro, al marzo della vita
quando tu, maschietto, entri per la prima volta in casa
bramoso di seno e di latte, strilli le tue pretese,
pannolini puliti e pappe e la mia sudditanza totale.
Butto la mia vita fra gli oggetti smarriti,
gimcano fra te , l'ufficio, tuo padre latitante,
ma non m'importa, maschietto dittatore....
c'è la prima volta della parola 'mamma',
un parco da cartolina tutto d'oro rosso,
le foglie sui lampioni e tu che ciangotti il nome
che mi caprila il cuore...
Dio, che n'abbiamo fatto, io e te, di quella parola?

Maschiettoprimipassi, maschiettochicco, maschiettofoppapedretti
per te mi sanguisugo....
Maschiettosecondipassinike, maschiettouragano
già bubbolavi allora e non me sono accorta...
Quando, quando t'ho perso?
Quando ti oppi le orecchie con la tua musica privata,
dilaghi nello sconforto, ti ebbri d'una risata, litighi con i libri,
nessuno ti vuole bene e nella tua stanza appendi
il poster di Kevin Costner in Un mondo perfetto ?
Scordalo il mondo perfetto, il mondo è una battaglia,
non fare il disertore, sniffa la vita che è bella nonostante......
Dimmi, dimmi quando t'ho perso !
Quando lascio anche tuo padre fra gli oggetti smarriti
e indosso un nuovo, fragile sogno d'una diversa vita?
O quando esci dall'adolescenza che pari cespugliato da un pantano,
i Nirvana, i Queens, i Manson rotolano per casa,
i jeans strappati e luridi, i rasta, le treccine, i piercing come mignatte
e i terzipassianfibi divorziati dai lacci?
Credi d'esser l'unico d'una razza speciale,
io la Donnanonsaniente o Vuolsaperetutto, la Donnasoffocaspazi
o Sottovuotospinto, la Donnaerodepersonalità....
Io cieca nel mio monologo cavolo, quant'è dura questa pasta a cuocere,
hai rifatto la tua stanza, io non sono un robot, farò tardi in ufficio,
la scuola ha scritto che non vai a scuola, batti le ciglia...dai, batti,
ecco, metà della tua vita è passata swenza fare un progetto...
Si', io l'avevo un progetto...TU,TU ERI UN PROGETTO.....
Tu sordo nel tuo monologo: mai pronto da mangiare in questa casa,
dove sono i pantaloni strappati, non ne voglio di nuovi, sempre
a lamentarti, sei una da prozac in dosi industriali....
Maschio, te ne sei andato trasudante orgogliosa rabbia
e io qui sola a chiedermi dove ho commesso ilfallo.
Maschio, figlio, mio dolorante specchio,
come me randagi nella vita in cerca di una mano da leccare,
in cerca di un po' d'amore,
torna, sarò il tuo Kevin Costner, la mano nella mano....
torna, sarò il grido d'amore che prorompe
dalla misteriosa esperienza che è
l'esserti madre.

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