1a poesia classificata di Giancarlo Interlandi - Acitrezza (Ct)

I GIORNI DELLA TREBBIA

                                                                                                     Sferragliava a lungo
prima di approdare
la corazzata della trebbia
sopra l’aia
Erano i giorni quelli
d’un giugno dell’infanzia
rimasto nel mio sangue
Giorni ricolmi di splendore
di quella gialla luce dell’estate
e di canzoni che fiorivano nell’aia
Ho nostalgia del grano
che luccicava sul palmo delle mani
e di quel cuore che pulsava
come una fisarmonica struggente
Dei giorni della trebbia
m’è rimasto un ritmo nel sangue
un acre odore di petrolio
un fumo denso di speranze
dentro l’anima
Ma di giorni come quelli
non ne sono più venuti
forse perché
la corazzata della trebbia
non naviga più sopra i miei mari
e le cicale sono tristi adesso
anche se c’è l’estate
O perché forse
è scesa tanta nebbia
e non c’è più mia madre che mi chiama
Ma forse
i veri giorni della trebbia sono adesso
ora che diventa cenere l’infanzia
polvere che copre le speranze
nudità di sassi negli sguardi
Ora che il mio sangue scorre inquieto
mentre un’antica trebbia
rinnova la sua voce
come un tarlo.

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