5a
poesia classificata di Alessandra Crabbia - Caerano S.Marco (Tr)
Mio
padre
Il
mio vecchio beveva liquore di prugna,
disegnava cavalli e maiali impazziti
nelle sere ventose d'inverno.
E mi parlava di Cyrano e Don Chisciotte,
e mangiava a petto nudo bestemmiando
tra cani e gatti adoranti.
Era un bambino matto
che girava intorno alla vita
con le tasche piene di cambiali scadute,
e un amore morto fermo fermo all'altezza del cuore.
Il mio vecchio era l'unico a farmi piangere e ridere insieme.
Portava giacche lise e rovesciate
e scarpe sinuose da ballerino di tango.
Giocava a far l'adulto,
ma era la vita ad averlo giocato
e scordato come un inutile guanto spaiato.
Volevo bene al mio vecchio,
anche se a volte lo odiavo.
Eppure,
la sua pazzia solare e maledetta
è sulla punta delle mie dita,
e il suo cuore storto
splende nel mio petto
come una stella nella notte.
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