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4a
poesia classificata di Edoardo Carella – Castellaneta
(Ta)
LE NOSTRE FRAGILI INVENZIONI Hanno
strani fantasmi questi miei luoghi
e un asprigno di erbe pestate. Qui, dove prensili aromi spiumano nelle corti, tra occhiute pietraie vivemmo di oscuri presagi. Non c’è storia dunque per noi se non nelle parole d’altri, mentre dai caldani ai padri s’aggrappa l’ultimo soffio. Non di tradimento però noi parleremo, né di fughe (di questi altri diranno): saremo sulla spalletta volta a libeccio là dove affoglia lo spino e cavalca la pioppaia. E non sarà il frullo del codone morente a trattenerci né il volo ruffiano dei bocci spumosi (come delle cose ogni fondo s’intreccia alle sue diversità!), ma questa indifferenza e il dubbio di passare ignorati, e sapere e credere che non altro possiamo poco persuade. Frattanto liberano gli occhi libellule fiumarole sull’acquetta rampicante della vetrata, e il richiamo di perse memorie discioglie le nostre fragili invenzioni. Ci rimane lo spazio d’un pensiero appena. Poi, nulla. |