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1a poesia classificata di Rosanna Bertacchi Monti – Bergamo TEMPO DI CILIEGIE A Myriam, amica-sorella Che senso avrebbe, Myriam, parlarti ora dei nostri sogni tintinnanti nella tasca dei confetti trafugati a Suor Tarcisia del fruscìo d’organdis alla Prima Comunione / occhi di cerbiatte e arcobaleni fra veli bianchi e nuvoli di incenso /. Cicoria amara le nostre memorie di collegio vizzìte come lo spigo di lavanda fra le pagine del libro di latino “rosa-rosae-rosae…” eran rosa, Myriam, le nostre gote d’educanda nella corsa con fermento di puledra per i lunghi corridoi del convento / seni in boccio spiavano vetrate trecce sfatte e malizie acerbe tra sussulti soffusi di pudore /. Frugare vorrei nel nostro tempo di ciliegie per ritrovare le scarpine appese al chiodo dai laccetti rossi un po’ sgualciti - ali ai balzi sulle nuvole di seta - il mazzo smilzo di spighe benedette a fugare “l’uomo nero” dalla notte ma… le stagioni mi scorrono sul capo con l’impietoso avvicendarsi delle lune i mesi mi scivolano dalle mani acqua di torrente fra le dita i giorni si fanno respiri … respiri di vento nel vento. E sospetto mi coglie, Myriam, che tutto… tutto…sia stato solamente sogno. Una sorta di scherzo. Come la neve…di marzo. |