14a poesia lassificata di
Miglino Antonietta – Agropoli (Salerno)

Migranti

 


I miei avi furono fieri, la mia stirpe sovrana,
il mio popolo grande, la mia terra divina.
Camminammo a testa alta, lottammo orgogliosi,
attraversammo deserti, foreste, savane.
La mia mente è libera, le mie braccia forti di secoli di storia,
le mie mani grandi di una saggezza antica.
Nella mia fronte alta è racchiusa una sapienza remota,
nel mio sguardo porto un glorioso passato,
nella mia pelle nera gesta mai narrate.
Nelle notti insonni alitate da spiriti
I vecchi evocano leggende dei padri
Traspiravano forza e dignità mai sopita.
Nei giorni assolati di luce abbagliante
Figure di donne si muovevano nobili
Conservando il ricordo di arcaiche movenze.
Nelle lunghe stagioni cantavamo canzoni.
Ora barconi lenti carichi di stenti
Ci trasportano verso un ignoto futuro
Che è già supplizio, è già disperazione.
E noi, corpi straziati di animali morenti,
in menti dolenti senza patria né nome,
aspettiamo il destino in balia delle onde

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