3a
poesia classificata
di Carmen De Mola - Polignano a mare (Ba)
LETTERA A MIO FIGLIO
Scusami se non sono memoria di luce,
astro d’argento risorgente dalle acque
luna appagante che s’abbiglia di certezze
ai tuoi occhi di figlio e ti mostra più fulgida la via.
Ho da tempo smesso di contarti i passi
e preservarti premurosa da rovinose cadute.
Cercala tu, anche per me, la strada
che s’appanna in questo smarrirsi
progressivo di mete in questa babele d’egoismi
che fa più ardua e senza fine la ricerca
di un guado da solcare che conduca incolumi alla riva.
Ti lascio in consegna i miei sogni sopravvissuti
all’alba di tanti naufragi . Piantali per me come quei bulbi
di narcisi appuntati ai miei balconi,
sbocciati rigogliosi dalla terra ad ogni primavera,
e presto rinnegati dalla rincorsa degli autunni
di mille occupazioni.
Non ti lascerò in eredità un vecchio ricettario
né un lungo elenco di minestre ormai precotte.
La sfida è nel viaggio, nel cercare un senso
a questo andare che prosegue col sereno
e con ogni temporale e non s’arresta
col libeccio o col maestrale.
So che ha avuto un senso, il mio cammino
anche se resta cenere di carezze fra le mani
e il ricordo di un bambino e dei suoi baci.
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