7°
racconto classificato di De Stefano Gioconda Nadia – Carbonara Scrivia (Al)
Nel cerchio di Dio
Non voglio svegliarmi. Non ancora.
So che il sole è già alto fuori dalle persiane chiuse, ma io sto bene qui, sotto le coperte, al caldo tepore del camino.
Fuori c’è l’inverno, ed io voglio calore, non freddo.
Mi rigiro nel letto ma Morfeo non torna.
Mi alzo, l’aria fresca della casa mi colpisce la pelle e un brivido mi fa tremare.
Canottiera e slip non sono l’abbigliamento consono alla stagione, ma i pigiami proprio non li sopporto.
Vado in bagno e mi lavo il viso, mi fermo un attimo ad osservare la donna riflessa e trovo ben poco delle bambina che ero.
Vado in cucina ad aprire le persiane a questo nuovo giorno, il mio giardino è una patina uniforme e bianca di ghiaccio.
Brividi mi percorrono la pelle al pensiero del freddo che c’è fuori.
Non ho ancora voglia di vestirmi, voglio solo starmene in solitudine in questa casa in mezzo al bosco e non far altro che oziare.
Vivo da sola in questo posto stupendo ai piedi delle montagne, lontana dal paese abbastanza da non sentirne il frastuono.
E’ proprio per il silenzio e per l’isolamento che ho scelto questa casa, per ricominciare a vivere.
Vorrei non pensare al motivo, ma non riesco a comandare i miei pensieri, così a briglie sciolte ripercorro la mia vita.
…Ci siamo conosciuti e amati sui banchi di scuola, Roberto era il mio compagno, quello che senti dentro, quello che sai, sarà per tutta la vita.
Finita l’università prendiamo in affitto due locali al centro di Bologna, non ne servono di più.
Siamo felici e innamorati, condividiamo sogni e speranze, vogliamo girare il mondo e trovare il nostro “Posto”.
Io lavoro in un giornale, alla cronaca locale, lui insegna arte e disegno alle scuole medie.
Non abbiamo mai pensato ad avere dei figli, io non mi sento ancora pronta a diventare madre e lui rispetta il mio pensiero.
Non stiamo pensando a Dio in questo momento.
Siamo giovani e felici.
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